Mal di testa dovuto al ciclo mestruale e caratteristiche

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Come affrontare il mal di testa da ciclo mestruale

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Il mal di testa legato al ciclo mestruale è un cruccio che affligge addirittura più del 60% delle donne, le quali spesso tendono a soffrirne esclusivamente durante il ciclo mestruale. Il mal di testa legato ad esso proviene dalle famose variazioni ormonali che si verificano a partire dal menarca ossia già dalla prima mestruazione, e per tutto il periodo fertile: esse sono in grado di scatenare attacchi molto intensi di mal di testa, i quali vanno a differenziarsi in due forme: il mal di testa mestruale puro, cioè quell’emicrania che compare da due giorni prima a tre giorni dopo il ciclo mestruale; il mal di testa alle mestruazioni ovvero quei dolori che originano con cadenza costante e coincidente alle mestruazioni. Esistono fortunatamente vari utili rimedi per combattere il mal di testa legato al ciclo mestruale, il primo riguarda il tenere un diario degli attacchi subiti; agire tramite l’uso di farmaci inibitori del dolore; effettuare una piccola profilassi; assumere integratori specifici.

Melatonina scarsa: motivo principale della sindrome premestruale

Melatonina-scarsa-motivo-principale-della-sindrome-premestruale

Melatonina e sindrome premestruale

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E’ molto probabile che la melatonina sia una delle cause scatenanti la sindrome premestruale, diversa in intensità da donna a donna. La melatonina è cosiddetta ormone del sonno, la sua funzione è quella di regolare il ritmo sonno-veglia, mantenendo fisiologici equilibri nei tempi di riposo e di attività. Un calo della melatonina, che verrebbe quindi prodotta in minor quantità rispetto al fabbisogno organico, è dunque tra le cause del tipico disordine disforico premestruale, più comunemente conosciuto come sindrome premestruale e caratterizzato in genere da irritabilità, depressione, difficoltà a concentrarsi, nervosismo, dolore e crampi soprattutto a livello uterino e lombare. Poca melatonina in circolo stimola una sindrome che ormai è routine addirittura per l’8% delle donne e si verifica appena prima della fase ovulatoria. Il collegamento tra scarsa quantità di melatonina nel sangue e sindrome premestruale è stato scoperto da un team di ricercatori del Douglas Mental Health University Institute, i quali hanno dato inizio ai loro studi a partire da uno dei sintomi più frequenti riferiti dalle donne durante il ciclo mestruale: l’insonnia.

Menarca sempre più precoce, arriva a undici anni

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Pubertà precoce con menarca ad undici anni

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In passato il menarca arrivava un anno dopo. Non certo prima dei dodici o anche tredici anni. Oggi invece la prima mestruazione si presenta anche ad undici anni, facendo subire alle ragazzine moderne una pubertà veramente precoce. Qual è il loro atteggiamento verso un menarca impaziente di comparire? E’ sopportabile viverlo già tra i banchi delle elementari o al massimo della prima media inferiore? Secondo una recente indagine, condotta dalla Società italiana di medicina dell’adolescenza e dalla Società italiana di ginecologia dell’infanzia e dell’adolescenza, il menarca arriva per la maggior parte delle giovani (il 31,7%) a dodici anni compiuti, mentre per il 4% la pubertà s’impone precocemente, con il menarca che presente già al compimento dei dieci anni! Casi come questi, secondo molti studiosi, vanno analizzati con attenzione, soprattutto per prevenire eventuali problematiche
socio-comportamentali dovute allo squilibrio tra l’anticipo dello sviluppo somatico e la maturazione neuropsicologica. In soldoni, nonostante l’organismo sviluppi con il menarca, non è detto che la maturità mentale lo
faccia di pari passo capace di supportarlo anche nei comportamenti e nella personalità.

Tono della voce variabile durante il ciclo mestruale

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Variazioni del tono della voce con le mestruazioni

Tono-della-voce-variabile-durante-il-ciclo-mestruale

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In periodi precisi del ciclo mestruale si verifica una cambiamento nel tono della voce femminile; esso incrementa divenendo più acuto subito prima dell’ovulazione ed immediatamente dopo la medesima fase. A sostenere la tesi sulle variazioni del tono della voce durante il ciclo è uno studio effettuato in team tra Inghilterra ed Israele. Tale studio sfata un luogo comune finora dato per certo, relativo alla mutazione del tono di voce durante la fase ovulatoria correlato allo stimolo di procreazioni attivato dagli ormoni femminili e quindi alla necessità di attrarre il maschio anche tramite un tono di voce più accattivante. Le cose non stanno propriamente così! Infatti in seguito all’analisi
del tono di voce nelle donne nel corso di un ciclo mestruale e alla sua comparazione con quello dei periodi maggiormente fertili, è stato evidenziato che il tono di voce sale nelle fasi pre e post ovulatorie, riducendolo a prova di scarso valore riguardo l’accoppiamento a scopo procreativo. Addirittura la ricerca ha fatto emergere che il tono della voce delle donne durante le mestruazioni acquisisce maggiore durezza ed irregolarità sonora (è un caso
che le soprano riposino in quei giorni?!).

Il Chaupadi, ignobile usanza legata al ciclo mestruale

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Il Chaupadi durante le mestruazioni

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Nonostante si viva negli anni Duemila, oramai inoltrati da tempo, ancora sono noti luoghi dove viene praticato il Chaupadi: pratica inverosimile secondo la quale ogni donna, durante il ciclo mestruale, deve essere isolata dal resto della propria famiglia. Immagine scandalo del Chaupadi è quella di Durga Buda, donna di 31 anni che vive con la sua famiglia in un villaggio del distretto di Kailali, sito ad ovest del Nepal. Ella, come tutte le altre donne del nucleo abitativo, ogni mese subisce il Chaupadi, quindi passa il periodo delle mestruazioni in un cortile, all’interno di una minuscola baracca di bambù, sorretta solo da fango e sterco. Durga viene completamente allontanata dal suo contesto familiare, quasi fosse portatrice di peste: secondo l’usanza del Chaupadi infatti non può mangiare con la sua famiglia, non può bere dalla loro stessa fonte d’acqua, non può toccare il bestiame e non può entrare in casa propria o nei templi.

Aumento del peso corporeo durante il ciclo mestruale

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Peso corporeo e mestruazioni

Il peso corporeo durante il ciclo mestruale è un parametro fortemente variabile in quanto succube dei vari scompensi dei ritmi ormonali in ballo durante tale periodo. Non a caso infatti durante nei giorni di flusso delle mestruazioni capita di sentirsi più gonfie e di notare un deciso aumento del peso corporeo che può attestarsi anche attorno ai due chili! La situazione è decisamente critica, perchè da un lato ritenzione idrica e gonfiore spadroneggiano, dall’altro è complicato regolarsi in quanto il ciclo mestruale porta con sè anche maggiore desiderio di mangiare, soprattutto cibi dolci.

La febbre che compare durante il ciclo mestruale

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Ciclo mestruale e comparsa di febbre

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Durante il ciclo mestruale un gran numero di donne vede comparire la febbre: quindi un incremento della temperatura corporea normale certo non esagerato, ma comunque captabile sia interiormente che tramite misurazione tradizionale. Generalmente i disturbi più tristemente rinomati legati al ciclo mestruale sono altri, come dolori forti di pancia, di schiena, mal di testa, gonfiore, aumento di peso e depressione latente. Meno famoso quello della febbre durante le mestruazioni che, nel caso si presenti assieme agli altri o da solo, non deve creare ansia, in particolar modo se ovviamente s’insinua come una lieve alterazione; quest’ultima deve iniziare a preoccupare se supera l’aumento minimo di 0.6 gradi; in tal caso possono esserci altre problematiche che generano la febbre, magari di natura infettiva, virale o batterica. In tutti i casi è consigliato effettuare accertamenti che eliminino il pensiero di una febbre pericolosa, viatico di altro.

Stop al fumo? Un occhio attento alle mestruazioni

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Vizio del fumo e mestruazioni

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Stop-al-fumo-Occhio-alle-mestruazioni

Uno dei vizi più pericolosi in assoluto è sicuramente quello del fumo, deleterio in primis per la salute e in secundis per il portafoglio! Oggigiorno gli espedienti per smettere di fumare sono numerosi e cercano di soddisfare qualsiasi esigenza, ma l’argomento chiede un occhio di riguardo quando è la donna a volerla smettere col fumo, infatti essa dovrebbe organizzare l’abbandono delle bionde in relazione alle proprie mestruazioni. E’ ormai comprovato scientificamente infatti che esse sono influenzate in maniera molto forte dall’astinenza improvvisa da nicotina: nello specifico, il bisogno di fumare è molto più forte all’inizio della fase follicolare subito dopo la mestruazione; il calo di estrogeno e progesterone potrebbe dunque accentuare i sintomi dell’astinenza, aumentando i processi nervosi legati al desiderio.

Fumo e fasi mestruali

Secondo recenti studi, eliminare il vizio del fumo per una donna è più semplice nel bel mezzo della fase luteale, che dà origine al corpo luteo e permette lo sviluppo di molto progesterone ed estrogeno. Gli studi suddetti hanno analizzato per due volte un ampio campione di donne: una volta l’analisi è stata svolta all’inizio della fase follicolare mentre la seconda volta durante la fase luteale. In entrambi i momenti sono stati analizzati i livelli di estrogeni e progesterone, il risultato? Sembra che la voglia di fumare sia minore per le donne durante la seconda fase, quella luteale, quando a rilassarsi sono anche la corteccia temporale e quella parietale, molto attive invece durante la fase follicolare.Ovviamente però nella grande battaglia contro il fumo, la fanno da padrone anche i livelli di stress, ansia ed agitazione insiti nella donna, nonchè la presenza o meno di volontà nell’affrontare tale missione. Nonostante quest’ultima spesso appaia come una montagna insormontabile da scalare, un buon motivo per farcela sta nelle conseguenze positive che si andranno poi a riscontrare nella sindrome premestruale: meno dolori, riduzione del mal di schiena e di fenomeni dermatologici come l’acne, senza poi contare il sollievo che se ne può trarre nelle relazioni interpersonali e nelle normali attività quotidiane spesso vincolate proprio da gravi disturbi premestruali.

Senecione comune proprietà emmenagoga

senecione comune proprietà emmenagoga

Senecione comune proprietà emmenagoga ed altre virtù della pianta

Senecione comune proprietà emmenagoga da lungo tempo la medicina popolare si affida a questo rimedio emetico che possiede una valida proprietà emmenagoga per cui è indicato se si hanno mestruazioni difficili e dolorose oppure alterazioni del ciclo mestruale. Questa pianta erbacea è ricca di principi attivi dall’azione curativa, in essa si trovano infatti sostanze quali: senecionina, resine, glucosio, sali di potassio, inulina. Il senecione comune oltre alla proprietà emmenagoga, attiva per regolare il flusso mestruale, possiede altre proprietà curative tra cui: diuretica, utile per trattare le diverse forme di infezioni urinarie; diaforetica, per cui favorisce la traspirazione cutanea; antielmintica, per cui la pianta è indicata nel caso di disturbi intestinali causati da vermi oppure da elminti parassiti; antiscorbutica, contrasta lo scorbuto, una malattia dovuta a carenza di vitamina C; vasocostrittrice, un effetto che restringe i vasi sanguigni aumentandone la pressione; cardiotonica ossia regola la frequenza cardiaca. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Ciclo mestruale in ritardo: squilibrio ormonale.

Periodo fertile: metodo sintotermico Camen

periodo fertile

Periodo fertile: metodo sintotermico Camen

Come criteri di conoscenza del periodo fertile delle donne ci sono alcuni metodi che si basano sull’analisi dei ritmi femminili di fertilità tra cui: il metodo Billings, quello sintotermico Rotzer ed il metodo sintotermico Camen  (CA.Me.N). Si tratta in pratica di alcune forme di monitoraggio del ciclo mestruale femminile che possono essere utilizzate efficacemente sia per ricercare una gravidanza sia per evitarla, visto che prevedono un “indice di Pearl”molto alto, per cui vengono utilizzati efficacemente anche come un metodo contraccettivo. Per poter individuare il periodo più fecondo delle donne si devono prendere in considerazione alcuni seni di fertilità, di fatto il l metodo sintotermico Camen suggerisce di monitorare: il muco cervicale, la temperatura basale e le modificazioni della cervice. Per rendere più accurata questa fase di controllo può anche creare una scheda dopo riportare come cambiano questi sintomi del corpo che attestano l’avvicinamento della fase ovulatoria. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Calcolatore giorni fertili: dai tool online alle tabelle di Roetzer.

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