Alterazioni del ciclo mestruale lupus eritematoso sistemico

alterazioni del ciclo mestruale lupus eritematoso sistemico

Alterazioni del ciclo mestruale lupus eritematoso sistemico

In alcune circostanze le alterazioni del ciclo mestruale possono rappresentare il sintomo di diverse malattie, e tra le condizioni patologiche a cui tale manifestazione può essere associata anche al lupus eritematoso sistemico (LES), una malattia infiammatoria cronica di origine autoimmune, in questo caso quindi le difese immunitarie rivolte contro gli agenti esterni finiscono per attaccare l’organismo scatenando un processo infiammatorio generalizzato. Come conseguenza di tale disturbo, di cui ancora non si conoscono con precisione i fattori scatenanti certi anche se si ipotizza il coinvolgimento di alcune condizioni ambientali, ormonali e di tipo genetico che determinano l’insorgenza di reazioni autoimmuni in soggetti geneticamente predisposti, si evidenziano diversi sintomi di carattere sistemico. Tra i soggetti maggiormente colpiti dal lupus eritematoso sistemico ci sono soprattutto le donne in età fertile che evidenziano un quadro sintomatologico alquanto variabile e complesso, con coinvolgimento di: pelle, organi interni, apparati. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Ciclo mestruale cambiamenti di stagione: le temporanee irregolarità.

Beta HCG concepimento: l’ormone della gravidanza

Beta HCG concepimento

Beta HCG concepimento: la sua importanza nel primo trimestre

La presenza nel sangue e nelle urine dell’ormone Beta HCG (Gonadotropina Corionica Umana) indica l’avvenuto concepimento, quindi è un parametro che segnala l’inizio della gravidanza, si parla infatti in riferimento a tale valore di “ormone della gravidanza”. Attraverso un primo test delle urine da eseguire adoperando gli stick di gravidanza, da avvalorare successivamente dall’esame del sangue, è possibile determinare dal dosaggio della Gonadotropina Corionica Umana l’avvenuto concepimento ma anche la settimana di gestazione a cui è giunta la donna dopo l’impianto della gravidanza, inoltre questo parametro permette anche di individuare l’eventuale presenza di una gravidanza gemellare. In particolare si fa riferimento al dosaggio di tale ormone nel corso del primo trimestre perché rappresenta un indice indispensabile per verificare che la gravidanza sta procedendo in maniera corretta, attestando una crescita regolare del feto. Per cui il monitoraggio dei livelli degli ormoni Beta Hcg  nell’arco dei primi tre mesi di gestazione rappresenta un valido indicatore che segnala il procedere della gravidanza. Se la gravidanza procede in modo regolare, le Beta HCG aumentano progressivamente per tutto il primo trimestre per poi stabilizzarsi intorno alla dodicesima settimana. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Calcolo data concepimento dalla prima ecografia.

Sindrome premenopausa olio di borragine: proprietà

sindrome premenopausa olio di borragine

Sindrome premenopausa olio di borragine: i benefici

Per affrontare al meglio il periodo caratterizzato dalla cosiddetta sindrome premenopausa si consigliano anche dei rimedi naturali tra cui l’olio di borragine presente in commercio nella formulazione di un integratore vegetale. Questa pianta deve le sue proprietà all’olio che si ricava dai suoi semi, in particolare le sue preziose virtù sono da ascrivere alla presenza dell’acido linoleico e dell’acido gamma-linolenico che appartengono alla serie degli omega 6, e proprio quest’ultimo componente ad essere un alleato prezioso nei confronti dei disturbi che precedono l’arrivo della menopausa. Sin dall’antichità l’olio di borragine veniva utilizzato dalle donne per le sue proprietà di tipo cosmetico in quanto considerato un vero e proprio toccasana per la bellezza della pelle, agendo come un antiossidante naturale in presenza di pelle impura oppure secca. Non va dimenticato poi che questo rimedio naturale contrasta la formazione di colesterolo nelle vene e nelle arterie favorendo così un corretto funzionamento cardiovascolare, dimostrandosi anche in questo caso un amico delle donne che vanno incontro all’infertilità. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Premenopausa rimedi naturali: i fitoestrogeni.

Dolori mestruali lombari come lenirli

dolori mestruali lombari

Dolori mestruali lombari

Tra i più frequenti sintomi collegati alla dismenorrea bisogna menzionare i dolori mestruali lombari che rappresentano le manifestazioni più comuni che colpiscono le donne in età fertile durante i primi giorni del ciclo mestruale oppure nella fase premestruale. La schiena come il basso ventre e le gambe costituiscono infatti le parti del corpo maggiormente interessate dalla sintomatologia tipica della dismenorrea, per cui si tratta di una manifestazione che non deve allarmare se riferita a tale contesto. La percezione dei dolori mestruali lombari può sorgere nei primi giorni del ciclo mestruale, ma di solito tende a scemare nei giorni successivi, e può diventare meno rilevante con il passare degli anni, ed in genere dopo la prima gravidanza. Per altre informazioni si rimanda alla lettura di Dolori mestruali rimedi naturali: aromaterapia e digitopressione.

Concepimento obesità: l’influenza negativa

concepimento obesità

Concepimento obesità: uno scenario preoccupante

Tra i principali fattori che influiscono negativamente sul concepimento vi è anche l’obesità: da diversi studi sperimentali è infatti emerso che le donne in età fertile sono meno feconde, per cui ne deriva che l’incidenza dell’obesità influenza le stesse possibilità dell’impianto di una gravidanza. Non solo in Italia ma anche nel resto dell’Europa si registrano dei dati allarmanti tenendo conto che la fascia di donne in età fertile in forte sovrappeso tocca la percentuale del 20% rispetto alla popolazione generale; in più a delineare un quadro alquanto preoccupante a tale dato va ad aggiungersi un altro risultato di non poco conto: la riduzione della fertilità dovuta all’obesità viene ad assumere lo stesso peso rispetto a quella dovuta all’invecchiamento. Il sovrappeso oltre ad incidere negativamente sulle possibilità di concepimento, talvolta rende difficoltoso anche il proseguo della gravidanza visto che le donne obese vanno incontro ad un maggior numero di problemi nel corso della gestazione e sono anche esposte al rischio di aborti spontanei. Per altre notizie si rimanda alla lettura dell’articolo Problemi di fertilità: magrezza ed obesità.

Osteoporosi in menopausa Conbriza

osteoporosi in menopausa Conbriza

Osteoporosi in menopausa Conbriza

Per scongiurare l’osteoporosi in menopausa, in particolare se si è alle prese con  fratture ossee a livello vertebrale, oppure a carico del femore si raccomanda il trattamento con Conbriza, nella cui formulazione è presente come principio attivo il bazedoxifene. Questo farmaco a quanto pare simula artificialmente il ruolo degli estrogeni e può essere usato per via orale, alla dose di una compressa al giorno, per contrastare gli effetti negativi della menopausa che possono causare fragilità ossea:  in questo periodo della sua vita la donna produce un minor quantitativo di estrogeni che hanno tra i diversi compiti anche quello di rallentare la distruzione delle ossa che determina lo sviluppo di fratture. Questo presidio medico può essere assunto anche in combinazione con alcuni integratori, in particolare quelli a base di vitamina D e di calcio, utili per curare l’osteoporosi e contrastare le fratture vertebrali. Il farmaco viene raccomandato alle donne in menopausa che presentano rispetto al normale una quota minore di tessuto osseo: si registra infatti una riduzione di tessuto nuovo rispetto alla frazione di tessuto che viene regolarmente distrutto dalle cellule osteoclasti. Ulteriori notizie su  Menopausa apporto di selenio: effetti positivi.

Sedano azione di tipo emmenagogo

sedano azione di tipo emmenagogo

Sedano azione di tipo emmenagogo

Tra le diverse proprietà che possono essere attribuite ad un ortaggio come il sedano non va trascurata la sua azione di tipo emmenagogo, ma possiede anche altre virtù benefiche quali: una buona capacità dimagrante, un’azione equilibrante della fase digestiva e la funzione di migliorare la pressione sanguigna. Questo ortaggio contiene un buon apporto di appiolo, una sostanza naturale che ha lo scopo di favorire le contrazioni dell’utero inoltre promuove le funzioni fisiologiche dell’utero stimolando l’affluenza del sangue nella pelvi e nell’utero per cui può essere assunto da quelle donne che presentano alterazioni del ciclo mestruale relative al flusso scarso ed alle alterazioni cicliche. Nello specifico la sua azione regolatrice sulle mestruazioni è da ascrivere alla proprietà ossitocica sostenuta dall’apiina, un glucoside presente nel sedano e nel prezzemolo. Accanto a questi effetti benefici, vanno segnalate altre proprietà dall’ampio spettro d’azione, per cui al sedano vanno attribuite virtù sedative, spasmolitiche, battericide, attività tranquillante e depressiva del sistema nervoso centrale per cui può agire come un blando antidepressivo ed ansiolitico. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Irregolarità delle mestruazioni oligominerali: funzioni.

Menopausa apporto di selenio: effetti positivi

menopausa apporto di selenio

Menopausa apporto di selenio

Per modulare la fase di passaggio che porta le donne verso la menopausa, vengono consigliate diverse terapie naturali che sono in grado di limitare i disturbi tipici di questo periodo, cercando di ripristinare il benessere generale della donna, tra i rimedi utili si raccomanda un maggiore apporto di selenio. Questo microminerale infatti può essere utilizzato come integratore alimentare, il cui scopo principale è quello di favorire l’equilibrio reciproco degli altri minerali presenti nell’organismo quali: fosforo, calcio e magnesio. Sostanzialmente quindi gli oligoelementi svolgono un’azione di controllo sul sistema neurovegetativo, per cui è possibile ottenere un miglioramento della sintomatologia tipica della menopausa, attenuando gli effetti delle vampate, limitando l’aumento di peso dovuta alla ritenzione dei liquidi, riducendo gli sbalzi dell’umore. I minerali assumono un ruolo fondamentale per le donne in questo periodo cruciale della loro vita, per cui è opportuno valutare attraverso un mineralogramma la condizione reale evidenziando la presenza di eventuali deficit da risolvere mediante l’integrazione dello specifico minerale attuando così la prevenzione dell’osteoporosi, un problema comune tra le donne in questo periodo della loro vita. Maggiori notizie si trovano su Menopausa biancospino per prevenire le patologie cardiovascolari.

Polimenorrea insufficienza luteale: trattamenti

polimenorrea insufficienza luteale

Polimenorrea insufficienza luteale

La condizione di polimenorrea può essere causata dall’insufficienza luteale, detta anche deficit del corpo luteo, con cui si fa riferimento ad una disfunzione durante l’ovulazione che consiste in una ridotta produzione  di progesterone che a sua volta comporta l’assottigliamento della parete dell’utero, per cui l’ovulo non è in grado di impiantarsi. Si parla di polimenorrea quando il ciclo mestruale arriva in anticipo, prima di 25 giorni, per cui la fase luteale si presenta come più corta rispetto alla normalità. In molti casi si tratta di un’alterazione mestruale di natura fisiologica che può risentire dell’età biologica: il flusso mestruale può subire dei cambiamenti nel corso degli anni per cui attorno ai vent’anni la durata del flusso mestruale può superare i giorni definiti regolari, con l’avanzare degli anni la durata dei giorni mestruali può diminuire. In particolare si può registrare un accorciamento della fase follicolare, senza pregiudicare la fertilità e si può osservare anche un accorciamento della seconda fase del ciclo mestruale, cioè della luteinica, in tal caso si possono registrare dei problemi relativi alla fertilità determinando l’insufficienza luteinica che va ad inibire l’impianto dell’ovocita fecondato nell’endometrio. Maggiori informazioni Polimenorrea mestruazioni in anticipo ed insufficienza luteale.

Oligo-ovulazione ed alterazioni mestruali

oligo-ovulazione

Oligo-ovulazione: le irregolarità dell’ovulazione

Le alterazioni che interessano il ciclo mestruale possono comprendere alcuni disturbi che riguardano l’ovulazione che possono tradursi in episodi di oligo-ovulazione con cui si fa riferimento ad un’ovulazione irregolare con liberazione dalle ovaie di un numero di ovuli inferiore a quello normale, questa specifica alterazione va a caratterizzare dei cicli mestruali superiori a 36 giorni oppure identificano cicli inferiori a 8 nell’arco di un anno. In genere le donne che soffrono di ovaio policistico sono tra i soggetti che con maggiori probabilità possono avere cicli oligo-ovulatorie, a questo disturbo si possono anche associare delle conseguenze dirette quali la formazione di cisti nelle ovaie, questo insieme di condizioni a loro volta possono determinare la sterilità femminile. La sindrome dell’ovaio policistico può essere diagnosticata sulla base di precisi criteri, nello specifico quando si evidenziano almeno due dei seguenti sintomi: ovaio policistico, oligo-anovulazione, iperandrogenismo, esclusione di iperplasia surrenale congenita, sindrome di Cushing, neoplasie surrenali oppure ovariche secernenti androgeni. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Cause che incidono sulla fertilità femminile: disfunzione ovulatoria.

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