Menopausa Lachesis

Modern homeopathic pills and container

Menopausa Lachesis: quali benefici apporta

L’omeopatia indica diversi preparati naturali che contribuiscono a lenire la sintomatologia associata alla menopausa, una fase critica della vita della donna  che porta con sé diversi cambiamenti e disagi che possono essere alleviati grazie all’uso del Lachesis. Per il trattamento dei disturbi tipici della menopausa come ad esempio le vampate di calore, si può far ricorso a questo rimedio su indicazione dello specialista omeopata; inoltre questo rimedio omeopatico, che si ottiene dal veleno del serpente Lachesis Mutus che ha il suo habitat naturale nelle foreste dell’America Centrale e Meridionale, durante la menopausa può essere utilizzato con efficacia in caso di episodi ricorsivi di cefalea, nervosismo e depressione. Di solito poi il Lachesis viene indicato quando le donne risentono durante la menopausa di un acutizzarsi dei sintomi in particolare quelli a livello cardiovascolare come palpitazioni e turbe epatiche, ma anche nel caso in cui le vampate di calore diventano più intense e frequenti, oppure quando la sudorazione diventa più copiosa. Si tratta inoltre di un rimedio omeopatico particolarmente utile ai soggetti di genere femminile in quanto il Lachesis agesce positivamente sull’apparato genitale in particolare in presenza di irregolarità del ciclo mestruale oppure quando sono ricorsivi i dolori a livello dell’ovaio sinistro. 

Flusso mestruale abbondante fibromi

flusso mestruale abbondante fibromi

Flusso mestruale abbondante fibromi

Tra le cause che possono determinare delle alterazioni mestruali che si traducono  con la comparsa di un flusso mestruale molto abbondante bisogna segnalare la presenza di fibromi. Queste formazioni di natura benigna possono svilupparsi nello spessore della mucosa uterina, all’interno oppure all’esterno dell’utero, per cui hanno origine nel tessuto muscolare liscio e connettivale. Ancora non sono note le cause della formazione dei fibromi, nella maggioranza dei casi si tratta di formazioni che non tendono a degenerare in forme maligne, spesso la loro diagnosi risulta difficile in quanto assumono delle dimensioni limitate, al di sotto dei 5 centimetri ed in questo caso non determinano alcun sintomo; in genere queste formazioni tendono a cresce con l’età fino alla menopausa per poi andare incontro ad un ridimensionamento spontaneo, talvolta le dimensioni possono arrivare fino a 15-20 centimetri. L’incidenza dei fibromi uterini interessa le donne comprese in una fascia di età che va dai 30 ai 45 anni. Tra i sintomi caratteristici della problematica ginecologica vi sono le seguenti manifestazioni ricorsive: sanguinamento mestruale abbondante, emorragie fuori dai giorni del ciclo mestruale, anemia, dolore addominale, sofferenza durante i rapporti sessuali, ansia, depressione.

Nidazione sintomi: quali sono

nidazione sintomi

Nidazione sintomi: quali sono

Quando l’embrione raggiunge l’utero e si attacca alla parete interna dell’utero ha inizio la nidazione caratterizzata da alcuni sintomi tipici che possono far sospettare l’inizio di gravidanza. Si tratta di una fase importante visto che con l’adesione all’endometrio l’embrione riceve le sostanze nutritive di cui necessita per il suo sviluppo, visto che ormai in questa fase le dimensioni dell’embrione sono aumentate e quindi deve ricevere nutrimento dall’endometrio perché ricco di vasi sanguigni. Quando l’impianto è avvenuto la donna può notare alcuni sintomi caratteristici rappresentati da piccole perdite di sangue rosate miste a muco. Prima di arrivare alla nidazione deve avvenire la fecondazione: circa 3 giorni dopo la fecondazione l’embrione è composto da 12-16 cellule che formano una struttura simile ad una mora;  verso il 5°-6° giorno si forma una cavità ripiena di liquido ed a questo stadio si parla di blastocisti costituita da circa 100 cellule. Avviene in questo modo la fase della nidazione o impianto visto che a questo punto l’embrione ha raggiunto l’utero e deve impiantarsi nel tessuto interno dell’utero, questa fase risulta essere alquanto delicata in quanto se il processo non avviene correttamente l’embrione non riesce a sopravvivere perché non può disporre di nutrimento visto che ha già consumato le iniziali riserve energetiche.

Infertilità femminile sindrome dell’ovaio micropolicistico

infertilità femminile sindrome dell’ovaio micropolicistico

Infertilità femminile sindrome dell’ovaio micropolicistico

Tra le cause di infertilità femminile la sindrome dell’ovaio micropolicistico (PCOS) è la più comune tra le malattie delle ghiandole endocrine che possono colpire le donna in età fertile. Per una corretta diagnosi della sindrome, di cui ancora non è nota l’eziologia, è bene esaminare le manifestazioni, in particolare per identificare questo quadro clinico devono essere presenti almeno due dei seguenti segni clinici: iperandrogenismo clinico o bioumorale, ovvero si ha un’eccessiva produzione di ormoni maschili a livello dell’ovaio e del surrene, tra cui l’androstenedione, questa alterazione scatena diverse manifestazioni quali l’acne, l’irsutismo, l’alopecia in regione  fronto-temporale, l’aumento dell’appetito e di peso; anuovulazione cronica, l’ovaio non è in grado di portare a termine un’ovulazione completa ogni mese, questa alterazione determina delle modificazioni nella durata del ciclo mestruale che può avere una cadenza di 40 giorni nelle forme più lievi fino ad arrivare ad un’assenza del ciclo mestruale per più di 6 mesi, determinando le condizioni dell’infertilità femminile; ovaio micropolicistico ossia ingrandito con al’interno numerose cisti follicolari  prodotte dall’incompleta maturazione dei follicoli. Quando sono presenti almeno due di queste manifestazioni si può confermare il quadro clinico della sindrome dell’ovaio micropolicistico, per cui dopo la diagnosi è opportuno seguire un approccio terapeutico adeguato.

Menopausa Walnut: rimedio suggerito dai fiori di Bach

menopausa Walnut

Menopausa Walnut: rimedio suggerito dai fiori di Bach

Tra i numerosi rimedi naturali che vengono proposti alle donne in menopausa bisogna segnalare anche il Walnut che fa parte del repertorio dei fiori di Bach che viene proposto per lenire alcuni disturbi legati a questa fase della vita delle donne. In particolare il Walnut viene indicato in presenza di alcuni cambiamenti fisici e psicologici tipici della menopausa, questo rimedio è indicato per attenuare gli effetti delle vampate di calore; inoltre il fiore Walnut agisce sulla sfera emozionale in quanto permette di accettare i cambiamenti caratteristici di questa fase di transizione nella vita di una donna, cercando di limitare episodi di confusione, ipersensibilità e sbalzi di umore. Per cui questo rimedio proposto dal catalogo dei fiori di Bach  aiuta le donne che stanno vivendo i cambiamenti legati alla menopausa con una certa avversità in quanto non sussiste una piena conciliazione tra il nuovo ed il vecchio. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Menopausa fiori di Bach: la loro utilità.

Dolori mestruali olio di perilla

dolori mestruali olio di perilla

Dolori mestruali olio di perilla

Tra i rimedi naturali che possono lenire i dolori mestruali legati alla sindrome premestruale bisogna segnalare anche l’olio di perilla ricavato dalla spremitura a freddo dei semi della pianta Perilla frutescens. Questo olio esplica un’azione di inibizione nei confronti dei mediatori chimici dell’infiammazione e delle allergie, per cui può essere adoperato per limitare l’azione delle prostaglandine che rivestono un ruolo biologico importante come mediatori flogistici, di fatto la causa principale del dolore che accompagna la sindrome premestruale è dovuta all’endometrio che in questa fase del ciclo mestruale produce un alto livello di prostaglandine: un’elevata concentrazione di questi mediatori dei processi infiammatori sono responsabili delle contrazioni uterine che provocano dolore nel basso ventre. Inoltre l’olio di perilla è noto per la sua azione antiallergica in quanto i suoi principi attivi sono capaci di contrastare i mediatori chimici delle allergie, in particolare l’istamina ed i leucotrieni, inoltre questo prodotto naturale abbassa il livello IgE, ossia gli anticorpi coinvolti nelle allergie. Oltre a poter proporre un effetto anti-infiammatorio, quest’olio si rivela un valido alleato nella prevenzione delle malattie cardiovascolari dal momento che riduce i livelli di colesterolo ed i trigliceridi nel sangue, in quanto è una buona fonte di fitosteroli che ostacolano l’assorbimento del colesterolo alimentare, in più l’olio abbassa anche la pressione arteriosa; tra le altre proprietà dell’olio di perilla bisogna segnalare anche l’azione contrastante nei confronti dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare.

Sindrome da shock tossico durante il periodo mestruale

sindrome da shock tossico durante il periodo mestruale

Sindrome da shock tossico durante il periodo mestruale

Viene considerata una risposta infiammatoria multisistemica, la manifestazione della sindrome da shock tossico durante il periodo mestruale da ascrivere ad infezioni scatenate da ceppi batterici in grado di produrre alcune esotossine. Si tratta infatti di un’infezione secondaria causata principalmente dagli streptococchi e dagli stafilococchi, in genere questa reazione infiammatoria può avere sede in qualsiasi distretto dl corpo, nelle donne fertili la flogosi si verifica frequentemente come conseguenza di colonizzazioni vaginali durante il periodo mestruale. Tra i principali fattori eziologici associati alla sindrome da shock tossico sono stati identificati gli assorbenti interni, o meglio al loro uso sbagliato che potrebbe scatenare infezioni vaginali. Anche se ormai il rischio di sviluppare i sintomi della sindrome da shock tossico si è andato progressivamente riducendo, ancora oggi  persiste un rischio significativo, determinato essenzialmente da due elementi: il grado di assorbenza e la composizione chimica dei tamponi interni. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Ritardo delle mestruazioni dolore alle ovaie per alterazioni ormonali.

Sport in relazione al ciclo mestruale

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Sport ed influenze sul ciclo mestruale

Sport-in-relazione-al-ciclo-mestruale

Sport-in-relazione-al-ciclo-mestruale

Lo sport, com’è noto, da sempre è viatico del benessere
psicofisico umano; non a caso influenza gran parte delle sfere
fisiologiche e biologiche dell’organismo, comprese quelle
femminili del ciclo mestruale. Quest’ultimo dura
mediamente ventotto giorni e si divide in tre fasi: la prima è
quella del periodo pre-mestruale, indicante la settimana che
precede la mestruazione vera e propria; la seconda è il
periodo mestruale, che coincide con i giorni di flusso
ematico; infine vi è il periodo post-mestruale, fase terminale
del ciclo. Generalmente esso attira l’attenzione medico-
scientifica quando è irregolare (trattasi di oligomenorrea) o
scompare del tutto per almeno tre mesi (dicesi amenorrea).
Spesso tali problematiche si evidenziano in caso di sport
praticato a livelli troppo intensi per un determinato tipo di
organismo.

Assorbenti avvelenati da un pericoloso pesticida

Assorbenti-avvelenati-da-un-pericoloso-pesticida

Assorbenti sotto inchiesta per un pericoloso pesticida

Assorbenti-avvelenati-da-un-pericoloso-pesticida

Assorbenti-avvelenati-da-un-pericoloso-pesticida

Dall’Argentina con furore è allarme assorbenti…! Fedeli
amici delle donne in fase mestruale, moltissimi assorbenti,
in base ad un recente studio effettuato in quel di La Plata,
pare contengano un pericoloso pesticida, il glifosato,
principio chimico del pesticida appunto più
commercializzato al mondo e ritenuto fortemente
cancerogeno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Finora qualsiasi donna era più che convinta di utilizzare
prodotti assolutamente sterili durante il proprio ciclo
mestruale ma invece la maggior parte degli assorbenti in
commercio sono pericolosamente contaminati da sostanze
cancerogene. Il classico assorbente igienico funge da
tampone per l’igiene intima della donna, andando appunto
ad assorbire il flusso mestruale più o meno intenso. Gli
assorbenti più utilizzati in assoluto sono quelli monouso,
aventi forma rettangolare e piatta, costituiti da vari strati di
stoffa e materiale sintetico fusi tra loro da un mix di colla e
cucito. Alcuni modelli presentano le cosiddette “ali”, ossia
estensioni adesive laterali da piegare ed incollare sulla parte
posteriore dell’indumento intimo. Esistono anche assorbenti
riutilizzabili di stoffa fatti di cotone che, in relazione alla
questione pesticida, sono sicuramente più affidabili in
quanto provenienti per lo più da agricoltura biologica.
L’assorbente è anche di tipo interno, da inserire direttamente
in vagina ed avente le medesime caratteristiche di quello
esterno a livello di composizione ma differente nella forma e
nella durata di assorbenza, nettamente maggiore di quelli
esterni.

Età al menarca ed influenze sulla salute

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Età e menarca, rapporto con la salute della donna

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Un recente studio relativo al menarca della donna ha
evidenziato come l’età in cui lo si vive influenza fortemente
la salute presente e futura della stessa. Il menarca
rappresenta appunto il primo flusso mestruale della donna,
coincidente con l’inizio del periodo fertile. L’età in cui
generalmente si presenta va dagli 11 ai 16 anni. Il menarca
dà inizio anche alla fase della pubertà e fin da subito si
rivela un indicatore fondamentale dello stato di salute della
donna sia durante la crescita sia durante l’età adulta,
soprattutto in relazione al corretto funzionamento
dell’apparato riproduttore.

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