Favorire il concepimento con la maggiore frequenza dei rapporti sessuali

favorire il concepimento

Favorire il concepimento

Per favorire l’impianto di una gravidanza è necessario individuare con precisione nell’arco del ciclo mestruale la fase dell’ovulazione, in questo modo è possibile favorire il concepimento riuscendo allo stesso tempo a verificare se le possibilità di restare incinta sono soggette a delle limitazioni da ascrivere  all’infertilità. Quando infatti si cerca di rimanere incinta ma dopo più di un anno non si riesce di mettere in cantiere un figlio allora bisogna indagare i motivi che non favoriscono il concepimento. Nella maggior parte dei casi si evidenziano cause di infertilità femminile in tal caso è opportuno risalire all’eziologia di tale condizione, spesso l’infertilità è da imputare a: menopausa precoce; problemi ovulatori; endometriosi; lesioni che interessano le tube di Falloppio, anomalie uterine; alterazioni che riguardano la cervice. Con l’avanzare dell’età le possibilità di concepimento si riducono progressivamente:  i dati statistici infatti rivelano che una donna su tre tra i 35 ed i 40 anni dopo più di un anno di tentativi non riesce a rimanere incinta in quanto intervengono condizioni di natura ormonale e di tipo fisiologico. Ulteriori notizie si trovano su Concepimento dopo i 40 anni: i rischi.

Mestruazioni alterazioni: i fattori da prendere in considerazione

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Mestruazioni alterazioni del ritmo, della quantità e della durata

Molte donne sono colpite da anomalie del ritmo, della quantità e della durata del loro ciclo mestruale, si tratta di mestruazioni caratterizzate da alterazioni che possono presentarsi come conseguenza di condizioni patologiche o fisiologiche da accertare. Si evidenziano delle irregolarità quando una donna ha un ritmo mestruale diverso da 28 giorni, in particolare le anomalie si riscontrano con una cadenza inferiore ai 25 giorni e superiore ai 35: le modifiche rispetto al ritmo danno forma a casi di polimenorrea se le mestruazioni sono intervallate da una ciclicità  inferiore ai 25 giorni; se il ciclo mestruale è superiore a 35 giorni  si parla di oligomenorrea; quando invece le mestruazioni sono assenti per almeno tre mesi consecutivi si è in presenza di una condizione definita amenorrea. Rispetto al flusso mestruale si considera  anormali i flussi troppo copiosi con quantità che supera gli 80 ml, in tal caso la condizione che interessa la donna è l’ipermenorrea o menorragia, in presenza di un flusso scarso si parla di ipomenorrea. Passando invece alla durata si possono riscontrare delle significative alterazioni rispetto alla durata qualora il ciclo mestruale abbia una durata che non rientra nella media considerata normale che varia da 3 a 7 giorni; in caso di mestruazioni che in genere hanno una durata che si attesta tra i 7-8 giorni si parla di meno-metrorragia. Altre notizie su Mestruazioni abbondanti: trattamenti, rimedi e accorgimenti.

Polimenorrea concepimento: la relazione

polimenorrea concepimento

Polimenorrea concepimento

L’alterazione mestruale che viene identificata con il termine di polimenorrea, che si caratterizza per un ciclo mestruale dal ritmo inferiore ai 25 giorni, è un disturbo da tenere sotto controllo per preservare la fertilità ed il concepimento. Oltre a determinare un’alterazione nella cadenza delle mestruazioni che arrivano in anticipo rispetto ad un ciclo di 28 giorni, questa alterazione si caratterizza per una riduzione della fase luteale che contraddistingue il periodo in cui l’ovulo prodotto dalle ovaie resta nelle tube di Falloppio per esser fecondato dagli spermatozoi, per questa ragione la fase dell’ovulazione risulta più difficile da individuare e quindi può risultare più ostico ricercare una gravidanza se si ha l’intenzione di aumentare la famiglia. Quando la condizione di polimenorrea si ripete con una certa frequenza è necessario affrontare l’argomento con il proprio ginecologo, che potrà diagnosticare l’eziologia del disturbo e poi consigliare il trattamento per risolvere se possibile l’anomalia. Quando l’alterazione del ciclo mestruale è dovuta a problemi endocrini e bassi dosaggi di progesterone, dei casi molto frequenti tra le più giovani, di solito si prescrivere l’assunzione per un certo periodo la pillola anticoncezionale con lo scopo di ripristinare una cadenza regolare. Maggiori notizie sull’argomento si trovano su Polimenorrea cause della brevità della fase luteale.

Coppetta mestruale controindicazioni: quali sono

coppetta mestruale controindicazioni

Coppetta mestruale controindicazioni

La coppetta mestruale dai primi dati raccolti e da quanto indicato dai produttori non presenta controindicazioni, anche se per poter aver una visione più completa sarà opportuno prendere in esame i futuri dati clinico-statistici raccolti in quei Paesi dove le donne usano le coppette durante le mestruazioni invece dei tradizionali assorbenti esterni oppure interni. Le coppette mestruali in polietilene che ricoprono la cervice e raccolgono il flusso mestruale possono essere indossate durante un rapporto, ma a quanto pare non garantiscano alcun tipo di protezione con il rischio di una gravidanza indesiderate né garantiscono una protezione contro le malattie veneree. L’uso della coppetta mestruale si è attualmente affermata principalmente nel Regno Unito ed in America, in queste nazioni non è stato riscontrato alcun fattore che dimostri che sia igienicamente svantaggioso per le donne utilizzarla né sono emersi casi di infezioni alle vie urinarie. Tra i vantaggi da considerare non va trascurato l’impatto ambientale che è pari a zero visto che la coppetta mestruale può essere riutilizza per diversi cicli mestruali avendo una “scadenza” di 5 anni o di 10 anni. Ulteriori notizie si trovano su Coppetta mestruale: tutto ciò che c’è da sapere.

Concepimento dopo i 40 anni: i rischi

concepimento dopo i 40 anni

Concepimento dopo i 40 anni

Negli ultimi anni in Italia la letteratura clinica sta registrando un aumento dei casi di concepimento dopo i 40 anni, ed infatti al nostro paese spetta il primato europeo per quanto riguarda le mamme over 40, ossia che affrontano la loro prima gravidanza dopo questa soglia di età. Anche se le speranze di vita della popolazione si sono notevolmente allungate nell’ultimo decennio le donne devono però fare i conti con i cambiamenti ormonali e fisiologici con l’avanzare dell’età per questo si riducono le possibilità di rimanere incinte. Ed infatti la fertilità dopo i 35 anni diminuisce, inoltre le donne con l’avanzare dell’età sono più esposte al rischio di un aborto spontaneo, sono anche frequenti i casi di malformazioni fetali. Per le donne il concepimento dopo i 40 anni è possibile ma è necessaria una maggiore attenzione e cura del benessere della gestante ma anche della salute del nascituro, per adempiere in maniera adeguata a tale scopo e per scongiurare il rischio di incorrere in patologie che possono influenzare la gravidanza è necessario sottoporre le donne in gravidanza ad esami più accurati. Per tenere sotto controllo la salute della madre e del nascituro bisogna non solo svolgere le analisi di routine ma anche delle indagini più approfondite: dai 35 anni in su si consigliano diverse diagnosi prenatale quali la villocentesi, l’amniocentesi per valutare la presenza di eventuali patologie cromosomiche, ma anche per monitorare i casi di ipertensione gestazionale e diabete che aumentano con l’avanzare dell’età della gestante come anche le alterazioni tiroidee. Maggiori notizie su Concepimento dopo i 35 anni: il calo della fertilità.

Dolori mestruali alimentazione consigliata per placare i sintomi

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Dolori mestruali alimentazione consigliata

Delle abitudini alimentari adeguate possono essere di grande aiuto per le donne che soffrono di dismenorrea in quanto i dolori mestruali possono acquietarsi seguendo un’alimentazione ad hoc. In particolare adottando un regime alimentare ipocalorico può placare il dolore al basso ventre tipico della  dismenorrea e che spesso si evidenzia con degli attacchi acuti che in genere compaiono già qualche giorno prima della comparsa delle mestruazioni e che si protraggono poi fino ad uno a due giorni dopo la comparsa del flusso mestruale. Sono diverse le cause che possono provocare la dismenorrea, e tra i principali fattori ci sono la predisposizione costituzionale, a volte è lo stress che può provocare la diminuzione della produzione di betaendorfine che regolarmente svolge un’azione analgesica, nei casi più preoccupanti poi le donne che soffrono di dolori mestruali possono essere colpite anche da disfunzioni ed anomalia dell’utero. La sintomatologia più fastidiosa che si associa all’arrivo del flusso mestruale è rappresentata da crampi e spasmi che a livello addominale possono estendersi anche alla schiena e di solito per contrastare queste manifestazioni può essere utile seguire delle piccole accortezze a tavola. Per approfondimenti si rimanda alla lettura di Dolori mestruali dieta: la sua utilità.

Menopausa dieta: consigli generali

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Menopausa dieta: la sua importanza

Per contrastare l’aumento di peso, una delle conseguenze dovute alle alterazioni ormonali si modificano anche le esigenze nutrizionali ed il metabolismo delle donne per questo in menopausa bisogna seguire una dieta con lo scopo di mantenere sotto controllo il peso forma e di soddisfare tutti i fabbisogni nutrizionali. Dal momento che il metabolismo subisce un evidente rallentamento allora si consuma meno energia, per tale ragione è opportuno adottare un regime alimentare ipocalorico, per contrastare l’eccesso di grasso che di solito tende ad accumularsi nella zona addominale bisogna seguire una dieta salubre e bilanciata che ha l’obbiettivo non solo di mantenere il peso normale ma anche di scongiurare il rischio di sviluppare malattie metaboliche e cardiovascolari. Questo stravolgimento a livello metabolico è dovuto principalmente al calo degli estrogeni, che hanno il compito di proteggere i vasi sanguigni, una difesa che viene meno con l’aumento dei grassi immessi nel sangue che determinano l’aterosclerosi che causa una riduzione del flusso sanguigno che provoca come conseguenza un aumento di pressione. Per maggiori notizie si rimanda all’articolo Dimagrire in menopausa alimentazione e mantenere il peso corporeo.

La menopausa idiopatica: come diagnosticarla

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La menopausa idiopatica

La menopausa idiopatica identifica la cessazione precoce dell’attività ovarica prima dei 40 anni, quando la causa dell’infertilità non viene identificata allora vuol dire che si tratta di una condizione spontanea, difficile da diagnosticare, per questa ragione la menopausa idiopatica viene identificata per esclusione. Talvolta la menopausa precoce non è una condizione irreversibile, non sono rari infatti i casi in cui le donne possono essere interessate da una ripresa dell’attività ovarica a cui può far seguito addirittura una gravidanza. Quando si riscontra in una donna un dosaggio dell’estradiolo inferiore a 30 pg/ml allora non è previsto il ritorno del ciclo mestruale, se invece la misura si attesta sotto i 20 pg/ml allora l’ovaio ha esaurito la sua scorta di follicoli, quindi la produzione di estrogeni è molto scarna. Per prevenire l’arrivo della menopausa sono importanti anche altri parametri che rivelano l’esaurimento ovarico, per questo è importante monitorare i livelli dell’ormone surrenalico DHEA che si riduce progressivamente con l’avanzare dell’età a partire dai 30 anni, fino alla cessazione completa dell’attività ovarica con l’ingresso nella menopausa che si verifica con la scomparsa del ciclo mestruale. Per maggiori notizie si rimanda all’articolo Menopausa precoce: quali possono essere le cause.

Menopausa precoce: quali possono essere le cause

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Menopausa precoce: le diverse eziologie

Quando la funzionalità ovarica di una donna termina prima dei 40 anni si parla di menopausa precoce, una condizione anomala da ricondurre a diverse cause di varia natura. Se la menopausa arriva prima del previsto rispetto all’età che viene considerata come normale, ossia attorno ai 50 anni, allora si va incontro alla perdita della fertilità. La menopausa precoce, che viene anche definita POF, ossia Premature Ovarian Failure, si identifica con la cessazione dell’attività ovarica prima del dovuto e può essere causata da diversi fattori quali: una regolare cadenza di cicli mestruali di breve durata; alcuni trattamenti per la fecondazione assistita che possono far cessare la riserva ovarica; interventi chirurgici invasivi; terapie farmacologiche; delle patologie congenite. Talvolta però la menopausa precoce può anche verificarsi in modo spontaneo, anche se la percentuale in questo caso risulta essere alquanto bassa, visto che interessa circa l’1% delle donne in Italia. Spesso la menopausa spontanea ha una causa di natura genetica, caratterizzandosi per una componente di tipo familiare, ma in altri casi invece può avvenire in maniera occasionale, ossia non è legata ad un fattore di tipo familiare. Ulteriori informazioni su Menopausa fertilità: il calo dei livelli dell’ormone Anti-Mülleriano.

Concepimento assistito: le tecniche disponibili

concepimento assistito

Concepimento assistito: come favorire l’impianto della gravidanza

I recenti dati statistici dimostrano che non poche coppie hanno problemi di fertilità per cui il loro desiderio di diventare genitori può essere soddisfatto facendo appello alle moderne tecniche di concepimento assistito con cui si fa riferimento a dei procedimenti che permettono di favorire l’impianto di una gravidanza intervenendo direttamente su oociti umani, spermatozoi o embrioni. Tra le diverse tecniche che fanno parte dell’ambito della fecondazione assistita bisogna menzionare diverse procedure, caratterizzate da un diverso approccio che prevede un differente grado di invasività a livello fisico, si tratta di varie tecniche che vanno scelte da specialisti della fecondazione. Tra le diverse opzioni terapeutiche figurano tecniche di concepimento come ad esempio: la inseminazione omologa; la fecondazione in vitro; il trasferimento intratubarico dei gameti; il trasferimento intratubarico  degli zigoti; il trasferimento  embrionale; il trasferimento intratubarico degli embrioni; la crioconservazione dei gameti oppure degli embrioni. Per maggiori notizie si rimanda alla lettura dell’articolo Concepimento dopo i 35 anni: il calo della fertilità.

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