Cancro della vagina: tumore ginecologico

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Cancro della vagina: tumore ginecologico

Tra i tumori ginecologici, il cancro della vagina non è molto frequente nella popolazione femminile ma rappresenta una condizione clinica subdola in quanto si presenta come asintomatico almeno nelle prime fasi mentre successivamente si caratterizza per dei sintomi generici riconducibili ad altre patologie anche non oncologiche.  Il cancro della vagina tende a colpire soprattutto le donne in periodo post-menopausa, con una maggiore incidenza attorno ai 70 anni, mentre più raramente colpisce le donne di età inferiore ai 40 anni. Tra i fattori di rischio che possono favorire l’insorgenza del tumore bisogna segnalare le seguenti condizioni: la predisposizione genetica; l’età avanzata, visto che i tumori di vulva e vagina tendono a colpire i soggetti di età superiore ai 50 anni (nella metà dei casi oltre i 70); degli stili di vita non corretti, nello specifico nelle fumatrici  raddoppia il rischio di tumore della vagina e aumenta quello di tumore della vulva; le infezioni da Papillomavirus e quelle positive per il virus HIV; l’adenosi vaginale; la presenza di tumore cervicale; la presenza di lesioni precancerose; l’irritazione a livello vaginale. Il tumore della vagina si presenta in due forme: il tumore a cellule squamose che colpisce le cellule squamose che ricoprono le pareti vaginali, la sua crescita lenta non fa emergere nella fase iniziale i sintomi, che compaiono quando vengono colpiti gli organi; l’adenocarcinoma, con formazione cangerosa che nasce dalle cellule ghiandolari della vagina, che producono e rilasciano dei liquidi. Altre notizie su http://www.airc.it/cancro/tumori/tumore-vulva-e-vagina/.

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Sintomi e trattamenti

cancro della vagina

cancro della vagina

Le manifestazioni da ascrivere a questo quadro patologico prevedono: perdite lontano dal ciclo mestruale; dolore a carico del bacino che può irradiarsi alla schiena; sensazione dolorosa quando si urina; genesi di noduli. Come approccio terapeutico si hanno a disposizione diverse strade da valutare in base a fattori quali: tipologia, sede del tumore, diffusione della malattia, età e condizioni fisiche della paziente. Un’opzione di trattamento è rappresentata dalla chirurgia con un intervento che può essere più o meno invasivo a seconda dei casi, in genere la chirurgia laser permette di vaporizzare le cellule tumorali, in caso di lesioni precancerose vaginali, ma non è adatta in caso di tumori invasivi che vengono trattati con la chirurgia tradizionale che prevede l’asportazione dei tessuti tumorali, in seguito si può eseguire la ricostruzione delle parti rimosse. Nel caso di cancro della vagina, la chirurgia è indicata in caso di stadio più basso e per asportare sarcomi e melanomi. Si può ricorrere alla radioterapia esterna spesso affiancata da quella interna attraverso la radiazione diretta al tessuto malato; quando la rimozione del tumore non è possibile, si sottopone la paziente a sedute di chemioterapia di tipo sistemico, in alternativa si prescrivono dei trattamenti topici a base di un farmaco chemioterapico utile in caso di lesioni precancerose, ma non nel caso di tumori invasivi.

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