Giorni fertili calcolo: come massimizzare le probabilità di una gravidanza

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Giorni fertili calcolo: perché avere rapporti sessuali a giorni alterni

Imparando a riconoscere i sintomi da imputare all’ovulazione, una donna riuscirà anche a prevedere con maggiore precisione il conteggio dei giorni fertili avvalendosi del calcolo. Nonostante si possano presentare delle variazioni nell’individuazione del periodo più fertile nel ciclo mestruale, servendosi del calcolo si può avere in mano un metodo utile soprattutto se si cerca una gravidanza. Solitamente si consiglia alle donne che cercano di avere un bambino di concentrare i rapporti sessuali nei giorni che vanno dal 7° al 20° giorno del ciclo mestruale perché sono considerati i giorni di maggiore fertilità. Dai dati raccolti nel corso di diverse indagini è stato appurato che avere rapporti sessuali a giorni alterni oppure ogni due giorni è paragonabile all’avere rapporti sessuali ogni giorno, quindi quando una coppia tenta di allargare la famiglia dovrà tener conto di questo dato per ottimizzare le probabilità di concepimento, in quanto gli spermatozoi saranno di miglior qualità e quantità rispettando un giorno di pausa. Anche se si individua attraverso il metodo del calcolo l’ovulazione è bene tenere a mente che i giorni fertili  all’interno di un ciclo mestruale possono comprendere i cinque giorni precedenti il giorno dell’ovulazione e 2-3 giorni dopo che essa sia avvenuta. Maggiori informazioni su Calcolo dei giorni fertili: metodo di contraccezione naturale.

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Ovulazione indotta

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Alcune donne hanno difficoltà a rimanere incinte in quanto in alcuni casi si registra una mancanza di ovulazione: di solito la causa principale che influisce sulle donne che non ovulano è da attribuire ad un’inadeguata secrezione di gonadotropine. In questi casi il ginecologo potrà suggerire una terapia che permette la stimolazione dell’ovaio a produrre uno o più follicoli maturi, in questo caso si parla di ovulazione indotta: la donna si dovrà sottoporre alla somministrazione di farmaci per un periodo di circa 10 giorni. I farmaci somministrati sono principalmente gonadotropine o altri induttori dell’ovulazione come il citrato di clomifene che stimolano la secrezione degli ormoni FSH e l’LH. Il trattamento dell’ovulazione indotta va monitorizzato periodicamente attraverso un controllo ecografico da poter anche correlare da un’analisi endocrina. Questa terapia è consigliata a quelle donne che hanno problemi nel rilascio di FSH o LH da parte dell’ipofisi, ma anche a chi soffre di ovaio policistico. Con la stimolazione dell’ovaio si determina lo sviluppo di più follicoli che porteranno alla fase dell’ovulazione, a volte sono necessari più cicli di trattamento prima che possa verificarsi il concepimento. Altre notizie su Calcolo giorni fertili: a cosa imputare le eventuali imprecisioni.

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