Menopausa rischio cardiovascolare: la relazione

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Menopausa rischio cardiovascolare: la relazione

Gli ormoni sessuali femminili svolgono anche un ruolo difensivo nei confronti di alcune malattie quali angina pectoris, infarto miocardio, ictus, ma questa protezione viene perduta dopo la menopausa quando anche le donne sono maggiormente esposte  al rischio cardiovascolare. Nella donna, durante la vita fertile, gli ormoni sessuali svolgono un’importante azione protettiva nei confronti di condizioni patologiche come le malattie cardiovascolari che rappresentano un problema prevalentemente maschile, mentre con gli anni ed in particolare dopo la menopausa la patologia cardiovascolare interessa quasi la metà delle donne confermandosi come una frequente causa di malattia e di morte. La maggiore esposizione al rischio cardiovascolare nelle donne di età non fertile è dovuta alla stretta associazione tra carenza estroprogestinica, tipica della menopausa, e la possibilità di sviluppare questo quadro clinico. Altre notizie utili si possono trovare su http://www.ciclomestruale.info/terapia-menopausa-tibolone/.

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I benefici della terapia sostitutiva ormonale

menopausa rischio cardiovascolare

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In particolare le donne in menopausa sono più propense a sviluppare una condizione come l’aterosclerosi che si caratterizza per  la deposizione di grassi ed altre particelle nella parete arteriosa, determinando la formazione di un ostacolo al passaggio del sangue, nei casi più severi si può assistere alla completa occlusione del vaso; se questa problemativa si verifica a livello delle arterie coronarie possono sorgere episodi di angina pectoris oppure di infarto, se invece l’occlusione interessa i vasi che portano il sangue al cervello può verificarsi un ictus. Le malattie che possono interessare l’apparato cardiovascolare rappresentano il problema di salute che con maggiore probabilità tende a presentarsi nel corso dell’età menopausale, e per scongiurare questo fattore di rischio spesso viene prescritta una specifica terapia sostitutiva ormonale con lo scopo di ridurre i livelli plasmatici di colesterolo totale e quelli di LDL, favorendo un aumento dei livelli di colesterolo HDL, questo trattamento sembrerebbe poi migliorare la funzione della parete vascolare apportando alcuni benefici sul metabolismo degli zuccheri, sul processo di coagulazione, sul sistema nervoso autonomo.

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