Nidazione sintomi: quali sono

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Nidazione sintomi: quali sono

Quando l’embrione raggiunge l’utero e si attacca alla parete interna dell’utero ha inizio la nidazione caratterizzata da alcuni sintomi tipici che possono far sospettare l’inizio di gravidanza. Si tratta di una fase importante visto che con l’adesione all’endometrio l’embrione riceve le sostanze nutritive di cui necessita per il suo sviluppo, visto che ormai in questa fase le dimensioni dell’embrione sono aumentate e quindi deve ricevere nutrimento dall’endometrio perché ricco di vasi sanguigni. Quando l’impianto è avvenuto la donna può notare alcuni sintomi caratteristici rappresentati da piccole perdite di sangue rosate miste a muco. Prima di arrivare alla nidazione deve avvenire la fecondazione: circa 3 giorni dopo la fecondazione l’embrione è composto da 12-16 cellule che formano una struttura simile ad una mora;  verso il 5°-6° giorno si forma una cavità ripiena di liquido ed a questo stadio si parla di blastocisti costituita da circa 100 cellule. Avviene in questo modo la fase della nidazione o impianto visto che a questo punto l’embrione ha raggiunto l’utero e deve impiantarsi nel tessuto interno dell’utero, questa fase risulta essere alquanto delicata in quanto se il processo non avviene correttamente l’embrione non riesce a sopravvivere perché non può disporre di nutrimento visto che ha già consumato le iniziali riserve energetiche.

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Gli effetti sull’ormone Beta HCG

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L’impianto dell’embrione prevede 3 fasi della durata di sette giorni a partire dall’apposizione ossia dal momenti in cui l’embrione si appoggia all’endometrio, segue l’adesione dell’embrione alla parete dell’endometrio, la terza fase è costituita dall’invasione dell’embrione che penetra all’interno dell’endometrio dove viene ospitato. L’impianto termina quindi intorno al 14° giorno dopo la fecondazione e determina il proseguimento della gravidanza, questo perché durante la nidazione viene rilasciato nel corpo della gestante l’ormone Beta HCG, il quale stimola il corpo luteo che così produce grandi quantità di progesterone a cui spettano diversi compiti fondamentali quali: mantiene la muscolatura uterina liscia e rilassata per permettere l’impianto della gravidanza; collabora con gli estrogeni per sostenere lo sviluppo delle pareti dell’utero; favorisce la formazione della placenta e concorrere alla nutrizione del feto; rallenta le attività dell’intestino con lo scopo di sollecitare l’assorbimento di un maggiore apporto di sostanze nutritive.

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