Perdite ematiche vaginali infezioni

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Mestruazioni
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Perdite ematiche vaginali infezioni

Le perdite ematiche vaginali fuori dal ciclo mestruale, anche se di breve entità, possono segnalare la presenza di un’infiammazione dovuta ad infezioni vaginali veicolate da di virus e batteri, questo focus infettivo determina inoltre la comparsa di altri sintomi che si accompagnano allo spotting quale prurito intimo e bruciore. Le più comuni infezioni vaginali che possono colpire le donne  sono rappresentate dai quadri clinici di: gonorrea, vaginite, clamidia, condilomi, endometrite, cervicite. Si tratta di malattie più o meno severe alcune anche trasmissibili sessualmente, in base al fattore eziologico si possono verificare delle forti infiammazioni interne che possono addirittura arrecare danni a carico degli organi genitali ed in genere il sanguinamento costituisce una spia di tale complicazione. In caso di cervicite infettiva i principali responsabili si individuano nella Chlamydia trachomatis, e nel Neisseria gonorrhea, tra gli altri agenti patogeni che possono essere individuati ci sono anche il virus herpes simplex (HSV), il Trichomonas vaginalis, il Mycoplasma genitalium. In caso di quadro infettivo sintomatologico si manifestano dei sintomi caratteristici, ma nei casi meno gravi la cervicite tende a non causare sintomi. Altre notizie su: http://www.humanitas.it/malattie/cervicite.

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Come si effettua la diagnosi della cervicite

perdite ematiche vaginali infezioni

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Il quadro dei sintomi include accanto alle perdite vaginali anche perdite di sangue che si registrano tra i periodi mestruali oppure dopo un rapporto sessuale; tra le manifestazioni meno frequenti ci sono episodi di dispareunia, irritazione a livello vulvare o vaginale, disuria. Per confermare la diagnosi di cervicite si eseguono degli esami di laboratorio per valutare le secrezioni purulente o mucopurulente, ad avvolare la diagnosi si riscontra nella paziente friabilità cervicale; si eseguono poi delle indagini cliniche per la malattia infiammatoria pelvica e si testa l’infezione da clamidia, da gonorrea, da vaginosi batterica, da tricomoniasi. Un contesto diagnostico completo prevede un attento esame obiettivo ginecologico attraverso la palpazione degli organi pelvici e l’osservazione visiva della cervice, si esegue poi il prelievo di fluido cervicale da analizzare ed un esame delle urine, percon lo scopo di escludere la responsabilità infettiva di altre infezioni delle vie urinarie.

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