Sindrome da shock tossico mestruale

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Coppetta mestruale
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Sindrome da shock tossico mestruale

Una tossiemia che può colpire seppur raramente le donne durante il periodo mestruale come la sindrome da shock tossico mestruale è associata all’uso di assorbenti interni o coppette menstruali, ma anche all’utilizzo di dispositivi contraccettivi intra-uterini o dispositivi contraccettivi intra-uterini; una più bassa percentuale di casi si può verificare dopo un parto o come conseguenza di infezioni postoperatorie della ferita chirurgica o da stafilococchi. Si tratta di una risposta infiammatoria dell’organismo provocata da ceppi batterici che producono alcuni tipi di esotossine quali streptococchi e stafilococchi. Le donne colpite dalla sindrome da shock tossico mestruale manifestano una serie di sintomi caratteristici quali: febbre alta improvvisa; stato confusionale; vertigini; svenimento; vomito; diarrea; irritazione cutanea simile ad una scottatura durante il ciclo o qualche giorno dopo. Per approfondimenti si rimanda alla lettura di https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/18878-sindrome-shock-tossico.

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Trattamento e prevenzione

sindrome da shock tossico mestruale

sindrome da shock tossico mestruale

Questi sintomi non devono essere sottovalutati in quanto il processo infiammatorio può portare rapidamente anche a uno stato di shock grave difficile da trattare; di solito il trattamento di questa condizione patologica richiede il ricovero ospedaliero per un’adeguata gestione del focus infettivo nella paziente. La cura farmacologica consiste nell’assunzione di antibiotici, nei casi gravi possono anche essere somministrate immunoglobuline con lo scopo principale di neutralizzare le tossine prodotte dai batteri; possono sorgere episodi  di ipotensione che richiedono la somministrazione di farmaci per stabilizzare la pressione arteriosa, talvolta come complicanza dell’ipotensione può provocare a sua volta anche sorgere insufficienza renale, da trattare con dialisi. Nei casi più severi con decorso del focus infettivo a causa dell’aggressione delle tossine batteriche nei confronti del tessuto cutaneo o delle estremità del corpo (dita delle mani o dei piedi) si interviene sottoponendo la sede a procedura di irrigazione. Per ridurre il rischio di sviluppare la sindrome da shock tossico mestruale è bene seguire alcuni accorgimenti: in caso di uso dei tamponi interni è bene cambiarli di frequente avendo cura di lavarsi le mani con acqua e sapone prima e dopo l’inserimento; se si usa la coppetta mestruale la si deve usare con massima igiene seguendo le indicazioni del proprio ginecologo rimuovendola almeno ogni 4-8 ore durante il ciclo mestruale; non utilizzare nessun dispositivo vaginale interno se è stata diagnosticata la TSS in precedenza.

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